El camino de Santiago

@Alice Bettolo (text and photos)

I bastoni dei pellegrini sono piantati lungo il muro dell’ostello, come una staccionata che segna l’arrivo di un percorso lungo, faticoso, fatto di troppe emozioni per elencarle tutte adesso.

Io sono un’intrusa tra queste persone. Tutti mi sorridono, felici, come se anche io facessi parte di questa grande giostra che si chiama “El camino de Santiago”.

Io rispondo ai sorrisi, mi mescolo a loro, le conchiglie di capasante appese allo zaino, le scarpe piene di fango, i bastoni di legno, gli occhi lucidi e pieni di domande (alle risposte che hanno ricevuto). Ho vissuto il Cammino di Santiago senza avere fatto un passo. Senza avere seguito per mille chilometri la freccia gialla che indica la giusta via. Senza la pioggia, i piedi che fanno male, le notti negli ostelli ad ascoltare il vicino che russa, le lacrime di felicità di fronte alla cattedrale, dove la conchiglia, intagliata nella roccia indica che finalmente si è arrivati. Ho ascoltato i racconti, incontrato i pellegrini che hanno camminato assieme, ho pianto assieme all’amico che ha camminato per 1100 km, gioito con lui.

Il Cammino è la parte migliore dell’umanità. Perché ciascuna persona che lo percorre può essere quello che è realmente, senza distinzionie di ceto sociale, di razza e nemmeno di religione.

Mi sento fortunata perché il Cammino è arrivato a me.

/ eng

The sticks of the pilgrims are planted along the wall of the hostel, like a fence that marks the arrival of a long trip, hard, full of emotions, too many for making a list just now.

I am an interloper between these people. They all are smiling to me, they are happy, as if I am making part of this great carousel that is called “El camino de Santiago”.

I reply to the smiles, I mix with them, the scallops shells hanging from the backpack, the shoes full of mud, the wooden sticks, the bright-eyed full of questions (to the answers the just received). I lived the “Camino de Santiago” without moving a step. Without following for kilometers the yellow arrow, pointing to the right way. Without the rain, the feet that hurt, the nights in the hostels hearing the neighbor snoring, the tears of happiness in front of the cathedral, where the shell, carved into the rock, is indicating that, finally, it’s finished. I listened to the stories, I’ve met the pilgrims who walked together, I cried with my friend who walked for 1100  kilometers, I rejoiced with him.

In the Camino you can meet the best part of the humanity. Because the pilgrims can be the persons they really are, without distinction of social classes, race and not even religion.

I feel lucky because the Camino came to me.

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One thought on “El camino de Santiago

  1. Bel post. Stiamo facendo adesso il cammino partendo da Leon, uns piccola Parte Del camino che ci riserva ogni giorno tant’è semplici ma forti emozioni. Ogni giorno posteremo qualche piccolo pensiero sul nostro blog. Seguici pure.

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